Maria Chiara / 25 anni

C’è una cosa che si può trovare

C’è una cosa che si può trovare
in un unico luogo al mondo,
è un grande tesoro,
lo si può chiamare il compimento dell’esistenza.
E il luogo in cui si trova questo tesoro
è il luogo in cui ci si trova.
Martin Buber
Abito più di tutto il mio terrazzo. D’estate, s’intende. Sembrerà strano, ma è così. Ed è bellissimo.
Mi metto seduta sul terrazzo, per terra, su una sdraio, su una sedia, con i piedi sulla ringhiera, con un tavolo ben sistemato. C’è sempre una tazza di qualcosa, un frutto da mangiare e la mia crema solare.
Se l’università è un passaggio della vita e gli esami una tappa obbligata, io voglio trascorrere quel tempo al sole sul terrazzo di casa. Sento il calore entrarmi nelle ossa, vedo il colore della pelle cambiare e pagina dopo pagina mi conquisto un po’ di tintarella e un po’ di cfu. È bella la vita lì. Non sei disturbato dagli altri abitanti della casa, eppure sei lì con loro, appena varchi la soglia. Hai uno sguardo sul mondo, sul cielo, sul vicinato, eppure tutte le comodità a portata di mano. Che invenzione il terrazzo: attaccato a casa ma che si sporge verso l’esterno. Lo sento davvero mio, un posto così. Ho la curiosità di un “fuori” che respiro a pieni polmoni, e la certezza di un “dentro” a cui tornare.
Casa è una condizione di stare al mondo. Una sintonia tra il dentro e il fuori di te, ovunque.
Così avviene la sera.
Quando mi addormento, vedo i nodi del legno sulle travi del mio tetto e penso: «Queste sono le mie stelle.»