Claudio / 20 anni

Fosti fiore: avrei a certezza rinascerai

Che bello quando un nonnulla contribuisce a creare meraviglia!
Io non riesco a non pensare a Dio quando, tornando a casa dopo una serata con gli amici, mi fermo sul balcone per alzare gli occhi al cielo. Uno, due, miliardi di puntini insignificanti che, in mezzo a quel nero, creano una delle cose più belle che io abbia mai visto.
Non posso che innamorarmi ogni volta e commuovermi, in fondo.
Walt Whitman scrisse "che voglia dire, crescendo tanto in spazi ampi che in strette fasce di terra, fra bianchi e gente di colore [...]?" Mentre pensava all'erba. Ecco, io mi faccio la stessa domanda ogni volta che tanta bellezza mi assale gli occhi e mi riempie l'anima. Com'è possibile che, dopo giornate piene di storie, risate, lacrime e dolore, arrivi sempre (sempre!) quel velo di bellezza a far da cielo alle nostre notti? Cosa vorrà dire? Io scelgo di credere che sia opera di Dio: uno dei frutti del suo buon gusto. Questo mi riempie di domande: perché sopra noi tanta bellezza, mentre dall'altra parte del mondo tante lacrime quante le stelle che vedo? Perché ciò che qui mi sembra bellezza immeritata, nelle notti di molti si spera siano augurio di un giorno migliore?
A volte mi chiedo come dio possa vederci tutti allo stesso modo, sotto le stelle.
A volte vorrei tanto che un cielo pieno di stelle restasse presenza costante per tutte le persone che soffrono. A volte credo che ogni stella sia il pianto di chissà quale anima, e non capisco come possa divenire bellezza, non capisco come Dio faccia a sopportare tutto ciò, per quale motivo sembri tanto impotente (lui che ha creato le stelle!)