ADNAN / 27 anni

VOLEVO LA LIBERTA'

La storia che vi sto per raccontare non è la mia ma quella di Adnan, pakistano, che si è laureato in matematica e fisica nel suo paese ed è un vero genio, il problema è che lui faceva parte di un gruppo che voleva l´indipendenza dal kakemire, nulla di violento, persone pacifiche che manifestano contro l'oppressione pakistana su questa popolazione.
Per questa sua appartenenza Adnan è perseguitato in patria sia dalla polizia, sia dai servizi d´inteligence pakistana.
Un giorno tornando a casa ha ricevuto la notizia di questa persecuzione ai suoi danni, i suoi parenti gli hanno allora consigliato di scappare e tramite i suoi contatti nel fronte indipendentista è riuscito a traferirsi al sicuro in Siria.
La Siria che ha descritto lui è molto diversa da quella che vediamo nei telegiornali, ha parlato di un bel paese, stabile che oggi a causa della presenza dello stato islamico è diventato un inferno.
In Siria Adnan ha insegnato inglese, ed è veramente bravo a parlarlo, infatti l´intera cena con noi si è tenuta in inglese per facilitare a lui il suo racconto.
Proseguendo ci ha raccontato di come sia dovuto scappare anche dalla Siria e grazia al genitore di un suo alunno abbia trovato un posto su un barcone.
Il viaggio in mare è stato lungo e dopo un salvataggio da parte degli uomini della nostra marina è stato portato a bari e poi a Lizzola, località della bergamasca che ha ospitato alcuni dei migranti arrivati numerosi quest’ anno.
Oggi Adnan sta imparando l´italiano, “è molto difficile” ci ha raccontato, si dice molto grato all’Italia per tutto quello che ha fatto per lui e spera un giorno di poter ricambiare il favore potendo dare qualche cosa lui al nostro stato.
Il suo sogno è l’Inghilterra, la sarebbe facilitato con la lingua e potrebbe riprendere gli studi.
Mentre parlavo con lui pensavo a una cosa: non si conosce bene una realtà fino a che non la ritrovi li, a mangiare con te, di fronte.
Quando parliamo di immigrazione spesso ci fermiamo ai numeri, alla notizia del telegiornale o alla propaganda populistica che si fa nelle piazze.
Serve allora andare oltre e scoprire che sono persone, che vivono, amano e si appassionano come noi. Credo che l'accoglienza sia proprio in risposta a questo, in Adnan ho visto un universitario come me che ama il suo paese ma che si vede costretto a fuggire via e trova rifugio in una nazione come l’Italia a cui sarà sempre grato, ho visto in lui tanta competenza, parola che oggi ci piace tanto, parla l´inglese meglio di me ed è un genio della matematica, Adnan è una vera risorsa per noi.
Ho molta stima per lui come mussulmano, lui infatti vive la sua religione con lo stesso spirito con cui noi viviamo la nostra.
Spesso non ci accorgiamo di quanto abbiamo in comune e di come lavorando assieme potremmo promuovere e difendere per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.
Con Adnan noi abbiamo voluto fare questo un dialogo che andasse oltre tutto quello che potenzialmente potrebbe dividerci, un dialogo dove noi e lui, a tavola assieme, siamo stati giovani e universitari.