Giulia / 22 anni

SENTIRSI INCOMPIUTI

“A volte uno si sente incompleto ed è soltanto giovane”.
Sono soltanto giovane, ogni tanto dovrei ricordarmelo, perché faccio pensieri e rimugino troppo pensando che debba iniziare ad avere troppi punti fissi dimenticandomi che la giovinezza è un tempo prezioso di ricerca e di continuo movimento.
“Chi sono?” – “Chi sarò?” sono domande a cui non saprei rispondere, anche se proprio oggi ho terminato la mia ultima sessione invernale e i miei esami si contano ufficialmente sulle dita di una mano.
I miei amici si laureano, sposano o comprano casa ed io sono qui che penso a come potrò costruire il mio futuro, dove vorrò costruirlo e con chi e continuo a sperimentare cose nuove per scoprire nuovi lati di me, come un ventaglio di tante sfumature dello stesso colore.
In questa prospettiva inizio a sentirmi non più incompleta, ma incompiuta, come se guardandomi dentro capissi che ci sarà sempre un tocco nuovo di colore da aggiungere a chi sono.
In questo campo l’Università mi ha aiutato moltissimo, entrare a pieno in una materia mi ha fatto conoscere tutte le diverse angolature e prospettive possibili interrogandomi ogni volta.
Penso che l’Università possa contribuire alla costruzione della propria identità nella maniera in cui lo studio riesca a contaminare la tua vita in aspetti che potrebbero sembrare lontani e marginali e che se questo genera confusione tanto meglio.
Tutto il mondo ha avuto origine dal caos, nulla è nato perfetto e compiuto, ma è stata la fortunata e casuale combinazione di piccole sfumature che nemmeno noi stessi conosceremo mai fino a fondo.
Io non so chi sono e non penso che neanche dopo il master dei master in Psicologia riuscirò mai a dirlo, ma sono sicura che questo sentiero di scoperta è il più meraviglioso che un uomo possa intraprendere senza aver timore di perdersi.