Luca / 25 anni

Ne è valsa la pena?

Ne sarà valsa la pena? È quello che mi chiedo dopo sei anni di un corso di laurea lungo e impegnativo com’è quello in Medicina e Chirurgia. Non è facile rispondere a questa domanda – presumo anzi che la risposta sia possibile darla, ammesso e non concesso che si possa, solo dopo una vita intera. Posso provare a dare una soluzione parziale, una risposta che si riferisce unicamente al momento presente. Ne è valsa la pena. Sento di aver raggiunto uno scopo che mi ero prefissato, un obiettivo che era importante per me. Ho rinunciato. Su questo non ho dubbi. Tante volte ho dovuto ripetere la stessa frase: “Non posso, devo studiare.”. L’ho ripetuta così tante volte che persino ora, che gli esami sono finiti, ogni tanto sono sul punto di dirla. Le vacanze, le uscite con gli amici, le mie passioni extrauniversitarie. A davvero tanto ho dovuto rinunciare. Ma ora la soddisfazione è grande, anzi, grandissima. E poi? Come mi vedo nel futuro? Quali sono le mie speranze? Spero di riuscire ancora a dare il meglio nel mio lavoro, nella mia professione di medico. È quello che ho sempre voluto fare, fin da quando avevo undici anni: cercare di stare vicino agli altri, di ascoltarli, di aiutarli – per quanto possibile. Spero che un giorno, voltandomi a riguardare questi anni universitari, che sono stati lunghi eppure allo stesso tempo sembrano volati via nello spazio di poche settimane, potrò dire con voce sicura e senza alcun dubbio: “Sì, il mio obiettivo è stato raggiunto. Sì, ne è valsa davvero la pena. Qualcosa di buono l’ho fatto.”.