Giorgio / 30 anni

E gira tutta la stanza

Da quando sono emigrato in Australia ho avuto tantissime case, dovevo cambiarla spesso per lavoro o disponibilitá economica, ma quella che ricordo con piú affetto è l'ultima che ho lasciato.
La mia ultima casa mi piaceva molto, era su due piani, due bagni, due giardini, tutto a due penserete, forse anche gli inquilini?
No quelli erano DUE...cento!
Scherzi a parte, eravamo in una decina, ognuno aveva affittato una stanza che secondo gli standard italiani era un semi-appartamento, ma per quelli australiani una cantina!
All'inizio non era per nulla facile, abituato a vivere da solo in un appartamento, ma poi è diventata una delle esperienze migliori della mia vita.
La maggior parte dei miei coinquilini erano studenti universitari, giovani, pieni di sogni e con le tasche sempre vuote.
Per questo il sabato sera era offlimits per tutti, come potevi uscire a ballare se quasi tutti i tuoi guadagni finivano nelle tasse universitarie?
Questo peró non ci fermava e dopo poche settimane avevo capito la filosofia di quella casa.
Le porte delle nostre stanze erano sempre aperte, da una partiva la musica, dall'altra arrivava profumo di qualcosa di buono da mangiare, in un'altra si allestiva un super torneo di Playstation.
I nostri sabati finivano cosí, a girare tutti intorno ad una stanza, Patricia con le Tapas, Vic con lo stereo della musica.
Tutte le stanze erano casa, le persone erano casa, lí mi sono reso conto di quanto poco bastasse per essere felici ed in festa.
Grazie a quelle relazioni nate intorno a una stanza ogni giorno riuscivo sempre piú a sentirmi a casa e a lasciare la nostalgia, i problemi sul lavoro e tutte quelle cose che appesantiscono la vita, fuori.
In quella casa bastava poco per sentirsi vivi, bastava girare intorno ad una stanza